CORSO NON ATTIVATO

Il teatro borghese di Luigi Pirandello nella lettura registica del secondo Novecento

Docenti: Brunetti Simona

Macro Area: Scienze umanistiche

Tipologia: Aggiornamento per docenti delle scuole‏

CFU: NON PREVISTI

Classi ammesse:

Monte ore:

  • Complessivo: 24
  • In Ateneo: 24
  • A Scuola: 0
  • NON è previsto esame finale


Contenuti

Quando Luigi Pirandello pubblica nelle pagine della rivista «Nuova Antologia» un intervento dal titolo Illustratori, attori e traduttori, le sue riflessioni rappresentano il più autorevole punto di arrivo di un vivace dibattito culturale volto a denunciare le precarie condizioni in cui versa l’arte scenica italiana nei primi anni del ventesimo secolo e a rivendicare il primato della concezione drammaturgica sulla rappresentazione teatrale. Successivamente all'affermarsi in Italia del teatro di regia, in particolare a partire dagli anni Sessanta del Novecento, si attestano diversi celebri allestimenti dell’opera pirandelliana volti a divulgarne il messaggio teorico, con i codici scenici a disposizione della rappresentazione. Con i propri spettacoli, registi come Giorgio De Lullo, Massimo Castri, Lamberto Puggelli, Beppe Navello, offrono delle vere e proprie interpretazioni critiche di alcune delle più celebri opere borghesi di Pirandello come Così è (se vi pare) (1917), Il piacere dell’onestà (1917) e Il giuoco delle parti (1918), illuminandone il pensiero talvolta più efficacemente di alcune analisi letterarie.


Obiettivi Formativi

Saper compiere l'analisi critica di alcune rappresentazioni pirandelliane create da importanti registi del secondo Novecento, evidenziando come e in quali termini questa si differenzi dall'analisi critica dei corrispondenti testi drammatici.


Dove siamo

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